Blog di Barbara Coluzzi (babmafalda)

Questa sono io in una delle mie foto piu’ belle di quando ero giovane, nel 1992, a 22 anni.

Questo e’ un blog un po’ fuori luogo e un po’ fuori tempo, un po’ utopistico e mi auguro un po’ realistico.

Mi chiamo Barbara Coluzzi (in effetti e’ un cognome abbreviato, ma non e’ che sia particolarmente importante) e sono una donna sui 50 anni, che abita di nuovo da tempo con la mamma anziana, una cagnolina e due gatti, che ha un rapporto che ha avuto momenti di amore appassionato attualmente un po’ in crisi, e che ha avuto diverse esperienze che non si aspettava di vivere.

Gia’ da giovane ero una persona di fondo timida, ma estroversa e forse (pare) anche troppo aperta. Nell’insieme mi sono ritrovata ferita, perche’ le esperienze non sono state tutte felici e neanche positive.

Nelle altre pagine trovate un riepilogo di quello che ho voluto io rendere pubblico, che mi riguardasse, o almeno di quello che sapevo che lo era, ufficialmente, prima del 2020, perche’ ho avuto l’impressione che ci sia stata un po’ di confusione, al riguardo. A parte la mia pagina facebook, ci sono solo poche poesie e alcuni video su youtube, una piccola raccolta di racconti anche simpatica, che ho messo in pubblico qui, un altro piccolo libro che ho scritto male, e che e’ fin troppo triste, e naturalmente le pubblicazioni scientifiche alle quali ho collaborato, nel mio CV.

Ho iniziato recentemente anche un altro blog, “Tra utopia e realta’“, sul quale ho scritto delle cose tentativamente piu’ o meno serie, che sta forse continuando con i ricordi dei miei viaggi, intanto di quelli che posso almeno illustrare con qualche foto. Forse continuera’ anche con altro.

Al momento ci sono per cominciare le mie foto, delle quali sono appassionata da quando mi hanno regalato la prima macchina fotografica, a dodici anni, che sto iniziando attualmente a (ri)-presentare, comunque curando di piu’ i dettagli e mi auguro meglio, in un altro blog ancora, “Alcuni colori del mondo in fotografia” perche’ ho forse un po’ cambiato stile, in generale.

Dietro, c’e’ una storia personale strana, nell’insieme strana proprio, che emerge qui e la’. In una canzone che mi piace, si parla di una persona che ripete, da anziano “quello che gli e’ successo”, e non gli e’ successo niente. Temo che a me (forse non solo) sia successo “qualcosa”, ma non riesco da anni ad arrivare alla versione definitiva. Pero’ dal 2020 ne sono piu’ convinta. Forse con il tempo ci arrivo.

Ciao, Barbara